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Santa Dorotea Stampa
venerdì 06 febbraio 2009
Ringraziamo suor Florisa per averci inviato questo racconto su Santa Dorotea.

Chi è Santa Dorotea

Dorotea era vissuta tra il III e IV secolo, in Cappadocia, ai tempi di Diocleziano.
Fu uccisa per la fede nella persecuzione dell'imperatore contro i cristiani.
«Tu sei giovanissima» - le aveva detto il tiranno - «come vuoi illuderti di trovare la vita nella morte? Abbandona Cristo, coronati di rose».
Ma non riusciva a discutere con Dorotea.
La inviò a due giovani, Crista e Callista, che erano state sedotte e avevano rinnegato la fede.
«L'aiuteranno loro a rinnegare. Se ne intendono e se la caveranno».
Dorotea era molto giovane. Guardò Crista e Callista. Non pensò al male che avevano fatto, che volevano farle.
Vide il piccolo barlume di dolore che avevano di essere rinnegate. Intuì che erano chiamate a testimoniare anche loro Gesù con la vita. Con umiltà dette loro speranza di arrivare a questo.

Di lì a poco venne il tiranno che pensava di trovare le cose alla rovescia di come le vide.
Inveì contro Crista e Callista. Dorotea le trasfigurava con lo sguardo ardente e affabile.
Avvinghiate tra loro, furono precipitate ad una morte atroce. A Dorotea fu riservata la tortura. Era immersa nella forza di Gesù morto e risorto; lo vedeva nel chiarore della fede. Gli consegnava le sue ultime amiche, Crista e Callista.
Il tormento, anziché indebolirla, l'aveva rinvigorita. Il tiranno, sconfitto, arrabbiato, la mandò a morire.

«Ma allora, dopo di qui, che cosa ti aspetta? Dove andrai? C'è un posto in paradiso o non c'è?».
La voce era beffarda. Teofilo, tra gli amici, continuava a seguire Dorotea. Il suo amore per lei era diventato odio.
Dorotea ebbe un sorriso. Gli fece un cenno affermativo.
«È questo mondo il paradiso!» - continuò il giovane avvocato.
Dorotea si inginocchiava davanti al carnefice nell'alba gelida di febbraio. I raggi illuminavano il ghiaccio livido.
«Mandami rose, mandami frutti dal tuo giardino!».
L'ironia non ebbe più spazio. Dorotea era stata decapitata.

Ma lui, Teofilo, vide l'angelo: gli portava un cesto di fiori e frutti. Nessuno avrebbe mai pensato che Teofilo dovesse proclamare la fede cristiana davanti al tiranno. Il Martirologio lo accomuna a Dorotea, tra i martiri.


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