I Sacramenti illustrati su vetrate istoriate
mercoledė 11 gennaio 2006
I Sacramenti illustrati su vetrate istoriate

Qui di seguito riportiamo i contenuti di questo opuscolo (che verrà donato alle famiglie della parrocchia durante la visita del Parroco per le Benedizioni Pasquali dal 6 febbraio al 7 aprile 2006) nel quale sono rappresentate le vetrate della nostra chiesa, che illustrano i Sette Sacramenti e un’immagine della Madonna.
L’opera é stata realizzata nel 1998 dall’artista Goffredo Gaeta di Faenza con la collaborazione dell’architetto Francesca Ragazzini (parrocchiana).

Le vetrate istoriate non sono solo un decoro per la chiesa, ma un modo per apprezzare e vivere meglio la propria appartenenza alla Chiesa.



La luce dei Sacramenti
Fin dalla Genesi la LUCE è il segno dell’azione di Dio: è il primo atto della creazione ed è opposta alle tenebre. La luce è il segno più vivo e più vero della presenza della Grazia nei Sacramenti. Il vecchio Simeone ha detto di Gesù: «Luce per illuminare le genti». È quindi molto importante che anche negli edifici di culto si presti attenzione a questo aspetto.
Nella chiesa parrocchiale di Villanova sono state realizzate otto "Finestre istoriate" che, come dice il termine stesso, hanno il compito di lasciar filtrare la luce per illuminare l’edificio sacro, ma anche la funzione di rappresentare delle “storie” attraverso immagini.
Queste vetrate artistiche rappresentano i SETTE SACRAMENTI e fanno riscoprire ad ognuno di noi la grandezza della vita sacramentale.
Ogni Sacramento è illustrato in una duplice dimensione: da una parte vi è un episodio biblico, in cui Gesù ci fa capire il significato del Sacramento, dall’altra vi è la raffigurazione di come quello stesso Sacramento sia vissuto oggi nei valori sempre vivi e attuali proposti all’uomo nel nostro tempo.
In un’ottava vetrata è rappresentata MARIA madre nostra e di tutta la Chiesa nel momento in cui accetta di diventare la madre di Gesù ed indica ad ogni uomo la via per seguirlo.


Battesimo

“Giovanni ha battezzato con acqua,

voi invece sarete battezzati in Spirito Santo”
(At. 1, 5)

Quali nomi prende il primo Sacramento dell’iniziazione cristiana?
Prende anzitutto il nome di Battesimo a motivo del rito centrale con il quale è celebrato: battezzare significa “immergere” nell’acqua. Chi viene battezzato è immerso nella morte di Cristo e risorge con lui come “nuova creatura” (2 Cor 5,17). Lo si chiama anche “lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo” (Tt 3,5), e “illuminazione”, perché il battezzato diventa “figlio della luce” (Ef 5, 8).
(Dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica n. 252)

A sinistra è raffigurata la scena di Gesù che, sulle rive del Giordano, viene battezzato da Giovanni Battista (Mt 3, 13-17).
Dalla colomba, cioè dallo Spirito Santo, scaturisce la Grazia del sacramento, simboleggiata dall’acqua, alla quale attinge anche il sacerdote di oggi che, sulla destra in alto, sta battezzando un bambino tenuto fra le braccia dai genitori. È loro la prima responsabilità del sacramento.

Vetrata in memoria di Debora Saporetti
Battesimo

Confermazione

“Se mi amate, osserverete i miei Comandamenti.

Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore,
perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di Verità”
(Gv 14, 15-16)

Qual è il posto della Confermazione nel disegno divino della salvezza?
Nell’Antica Alleanza, i profeti hanno annunziato la comunicazione dello Spirito del Signore al Messia atteso e a tutto il popolo messianico.
Tutta la vita e la missione di Gesù si svolgono in una totale comunione con lo Spirito Santo nella Pentecoste e annunziano “le grandi opere di Dio” (At 2,11). Essi comunicano ai neobattezzati, attraverso l’imposizione delle mani, il dono dello stesso Spirito. Lungo i secoli la Chiesa ha continuato a vivere dello Spirito e a comunicarlo ai suoi figli.
(Dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica n. 265)

In basso è rappresentata la Pentecoste (At 2, 1-13). Le lingue di fuoco dello Spirito si sono posate sopra Maria e gli Apostoli.
In alto è raffigurata una ragazza, che, con l’unzione, sta ricevendo lo stesso Spirito dal Vescovo nel Sacramento della Confermazione.

Vetrata in memoria dei genitori di Aurelia Cicognani
Confermazione

Eucaristia

“Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo:

“Prendete, questo è il mio corpo”. Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e bevvero tutti.
E disse: “Questo è il mio sangue”
(Mc 14, 22-24)

Che cos’è l’Eucaristia?
È il sacrificio stesso del Corpo e del Sangue del Signore Gesù, che egli istituì per perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della Croce, affidando così alla sua Chiesa il memoriale della sua Morte e Risurrezione. È il segno dell’unità, il vincolo della carità, il convito pasquale, nel quale si riceve Cristo, l’anima viene ricolmata di grazia e viene dato il pegno della vita eterna.
(Dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica n. 271)

In alto è rappresentato l’episodio dell’ultima cena (Mc 14, 12-25). I discepoli sono con Gesù, di fronte a Lui è seduto Giuda. Dal cuore di Cristo parte una luce, che indica che lo stesso sacrificio si ripete ogni giorno, quando si celebra la Messa. La ragazza, che riceve l’Eucarestia, non è sola: tutto il popolo di Dio partecipa al banchetto eucaristico.

Vetrata in memoria di Romeo e Angela Baldini
Eucaristia

Riconciliazione

(Gesù) “alitò su di loro (gli Apostoli) e disse:

Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati
saranno rimessi e a chi non li rimetterete
resteranno non rimessi”
(Gv 20, 22-23)

Perché esiste un Sacramento della Riconciliazione dopo il Battesimo?
Poiché la vita nuova nella grazia, ricevuta nel Battesimo, non ha soppresso la debolezza della natura umana, né l’inclinazione al peccato (cioè la concupiscenza), Cristo ha istituito questo Sacramento per la conversione dei battezzati, che si sono allontanati da Lui con il peccato.
(Dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica n. 297)

Sulla sinistra è raffigurato il racconto del “Figliol prodigo” o del “Padre misericordioso” (Lc 15, 11-32). L’accento è posto sul momento dell’abbraccio tra padre e figlio, presso i quali è accorso il servo; ha in mano il vestito bello, i calzari e l’anello, con cui il padrone firma i contratti, ad indicare che Dio non aspetta altro che noi torniamo da Lui come figli. Dalla casa del Padre proviene la luce che avvolge anche la mano del sacerdote per indicare che il perdono viene dato da Dio. In noi, come nel ragazzo in basso a destra, deve esserci grande gioia.

Vetrata in memoria di tutti i defunti della parrocchia
Riconciliazione

Olio degli infermi

Gesù disse al malato:

“Ecco che sei guarito; non peccare più
perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio”.
(Gv 5, 14)

Qual è il comportamento della Chiesa verso i malati?
La Chiesa, avendo ricevuto dal Signore l’imperativo di guarire gli infermi, si impegna ad attuarlo con le cure verso i malati, accompagnate da preghiere di intercessione. Essa soprattutto possiede un Sacramento specifico in favore degli infermi, istituito da Cristo stesso e attestato da san Giacomo: “Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio nel nome del Signore” (Gc 5, 14-15).
(Dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica n. 315)

In basso è raffigurato l’episodio della tempesta sedata (Mc 4, 35-41). Nei momenti di difficoltà e di sofferenza, quando la paura sembra avere il sopravvento, Gesù è Colui al quale affidarsi, è la risposta anche per l’uomo di oggi. Egli, che è stato crocifisso (lo dimostrano le sue mani in alto con i segni dei chiodi), comprende chi è nel dolore e gli è vicino.

Vetrata in memoria di Marta Branzaglia
Olio degli infermi

Ordine Sacro

“Andate in tutto il mondo, predicate il mio Vangelo…”

“Fate questo in memoria di me…”
“A chi rimetterete i peccati saranno rimessi…”
(dal Vangelo)

Perché si chiama Sacramento dell’Ordine?
Ordine indica un corpo ecclesiale, di cui si entra a far parte mediante una speciale consacrazione (Ordinazione), che, per un particolare dono dello Spirito Santo, permette di esercitare una sacra potestà a nome e con l’autorità di Cristo a servizio del Popolo di Dio.
(Dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica n. 323)

Gesù è il Buon Pastore (Gv 10, 1-18): difende le pecore dal lupo e non le abbandona come fa il mercenario, va in cerca di quelle smarrite, le guida (ha in mano il bastone) nel cammino della vita ed esse lo seguono perché conoscono la sua voce. Egli, che offre la sua vita, è l’unico ed eterno Sacerdote. Ogni Ministro di Dio partecipa al sacerdozio di Cristo Gesù.

Vetrata in memoria di Cesare Strocchi
Ordine Sacro

Matrimonio

“Sicchè non sono più due, ma una sola carne.

L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto”
(Mc 10, 9)

Qual è il disegno di Dio sull’uomo e sulla donna?
Dio, che è amore e che ha creato l’uomo per amore, l’ha chiamato ad amare. Creando l’uomo e la donna, li ha chiamati nel Matrimonio a un’intima comunione di vita e di amore fra loro, «così che non sono più due, ma una carne sola» (Mt 19, 6). Benedicendoli, Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi» (Gn 1, 28).
(Dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica n. 337)

In questa vetrata è raffigurato l’episodio delle nozze di Cana (Gv 2, 1-11).
Maria indica ai servi di fare ciò che dice Gesù: è Lui che può cambiare l’acqua in vino, trasformare le incomprensioni in un momento di crescita e rendere nuova la vita degli sposi, che si uniscono per essere “una sola carne”.

Vetrata in memoria di Daniele Diti
Matrimonio

Maria Madre della Chiesa

“Lo Spirito Santo scenderà su di te”

(Lc 1, 35)

Come la Vergine Maria aiuta la Chiesa?
Dopo l’ascensione del suo Figlio, la Vergine Maria aiuta, con le sue preghiere, le primizie della Chiesa. Anche dopo la sua assunzione in cielo, ella continua a intercedere per i suoi figli, ad essere per tutti un modello di fede e di carità e ad esercitare su di loro un influsso salutare, che sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo. I fedeli vedono in lei un’immagine e un anticipo della risurrezione che li attende, e la invocano come avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice.
(Dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica n. 197)

A sinistra è raffigurata l’annunciazione dell’angelo Gabriele a Maria (Lc 1, 26-38). Ella con una mano manifesta la sua disponibilità, con l’altra indica alla ragazza in basso a destra che, per capire il suo futuro, deve guardare a Dio. Questa scena è divisa da quella di destra, in cui la giovane pensa alla propria vocazione, tramite un fascio di luce proveniente dalla mano di Dio che chiama. Sopra la ragazza sono rappresentate nell’ordine la vocazione al matrimonio e quella alla vita consacrata. Vi è però in alto, anche una figura che si incammina per una generica strada ad indicare che il Signore chiama tutti.

Vetrata in memoria di Ettore Gurioli
Maria Madre della Chiesa

All’origine di tutti i sacramenti c’è Gesù col dono del suo Spirito.
La Chiesa celebra i sacramenti, compie il lavacro del battesimo, impone le mani, segna il corpo con l’unzione e si raccoglie intorno alla mensa eucaristica non di propria iniziativa, ma per obbedienza a Gesù Cristo. Questi gesti sacri rispondono alla volontà del Signore. È il Signore stesso che sta alla loro origine. Se la comunità cristiana trascurasse il battesimo, o si stancasse di imporre le mani, o lasciasse il banchetto del pane e del vino consacrati, sarebbe infedele a Gesù Cristo e non sarebbe più la sua Chiesa.
Prima di salire al cielo, e dopo un periodo di quaranta giorni, nel quale essi si convinsero che davvero era risorto da morte, Gesù manda gli apostoli in tutte le nazioni del mondo ad annunziare il Vangelo, a battezzare e a insegnare a essere obbedienti alla sua parola e fedeli ai suoi comandamenti.
Ne parla l’evangelista Matteo: “E Gesù, avvicinatosi (agli undici discepoli), disse loro: Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. (Mt 28, 18-20).
Qui appare con chiarezza che il battesimo risponde alla volontà di Gesù Cristo. Lo stesso vale per l’eucaristia e per la penitenza. Di ogni sacramento la Chiesa scorgerà l’origine nei gesti o nell’intenzione del Signore. Gesù però non ne è stato l’inventore, che poi si è allontanato, come avviene per gli inventori umani, che decidono, progettano e poi si distaccano dalla loro opera. Nel caso dei sacramenti - e non di essi soli- vicino al gesto della Chiesa, dietro i suoi segni, di là dalle sue parole e dalle sue preghiere, è presente Gesù Cristo in persona, secondo la sua esplicita promessa di essere sempre con noi. E lo è di fatto mediante il dono dello Spirito Santo. Perciò diciamo che i sacramenti sono gli atti compiuti da Gesù Cristo , mediante lo Spirito Santo, per rendere presente e viva la sua opera di salvezza, per comunicarci se stesso, per renderci suo corpo mistico, per fare di noi la sua Chiesa, i suoi fratelli, i figli di Dio. Gesù è l’“attore” dei sacramenti: invisibile, ma veramente ed efficacemente presente.

“Risplenda sempre, o Dio, nei nostri cuori la luce del Figlio tuo risorto, perché liberi dalle tenebre del peccato, possiamo giungere alla pienezza della sua gloria”.
(dalla Liturgia)


Chiesa parrocchiale di Villanova di Forlì
Chiesa parrocchiale di Villanova di Forlì illuminata come ad indicare che la luce di Cristo ricevuta con i Sacramenti nell’interno di essa deve ora splendere nelle tenebre.


O Dio
nostra salvezza,
che ci hai fatto
figli della luce,
guidaci
nel nostro cammino,
perché diventiamo
operatori di verità
e
testimoni del Tuo Vangelo.

(dalla Liturgia)